CASA DI COMUNITÀ DI PIAZZALE GOLGI: AMIANTO, DEGRADO E DISAGI. LA UIL FP PAVIA DENUNCIA UNA SITUAZIONE NON PIÙ TOLLERABILE
Casa di Comunità di Piazzale Golgi: amianto, degrado e disagi. La UIL FP Pavia denuncia una situazione non più tollerabile

Da oltre due anni lavoratori e cittadini convivono con cantieri, polveri, rumori continui e condizioni che nulla dovrebbero avere a che fare con una struttura sanitaria pubblica.
È questa la situazione denunciata dalla UIL FP Pavia in merito alla Casa di Comunità di Piazzale Golgi, dove il protrarsi dei lavori starebbe generando criticità sempre più gravi sotto il profilo organizzativo, igienico e della sicurezza.
Una situazione che oggi esplode definitivamente dopo le ulteriori segnalazioni raccolte dalla UIL FP Pavia e le immagini che documentano scenari francamente incompatibili con un presidio sanitario aperto quotidianamente a lavoratori, pazienti e cittadini.
Amianto e percorsi frequentati da personale e utenza
Particolarmente preoccupante risulta la presenza di cartellonistica indicante:
“Attenzione – Sono in corso lavori di bonifica da amianto”
cartelli posizionati in aree attigue a percorsi attraversati ogni giorno da operatori sanitari e utenti.
Una circostanza che pone interrogativi pesanti sulla gestione delle lavorazioni e sulla reale informazione fornita al personale.
“Quando si parla di amianto non possono esistere leggerezze o silenzi,” dichiara Andrea Galeppi.
“Parliamo di un tema estremamente delicato che richiede trasparenza assoluta, coinvolgimento degli RLS e comunicazioni puntuali verso i lavoratori. Non è accettabile che situazioni di questo tipo vengano apprese informalmente.”
La normativa prevista dal Decreto Legislativo 81/2008 impone infatti precisi obblighi di informazione e tutela in presenza di lavorazioni potenzialmente a rischio.
Un solo bagno per circa 80 dipendenti e utenti
Ma il problema non riguarda soltanto il cantiere.
Secondo quanto denunciato dalla UIL FP Pavia, ad oggi circa 80 dipendenti e numerosi utenti dei poliambulatori sarebbero costretti a condividere un unico servizio igienico comune.
Una situazione ritenuta gravemente inadeguata sia dal punto di vista organizzativo sia sotto il profilo igienico-sanitario.
Anche la sala d’attesa risulterebbe insufficiente e promiscua rispetto all’afflusso quotidiano di cittadini che accedono alla struttura.
“Non è più tollerabile continuare a lavorare in queste condizioni,” afferma Daniele Spagnuolo.
“Da troppo tempo lavoratori e cittadini convivono con disagi continui, polveri, rumori e spazi non adeguati. Una Casa di Comunità dovrebbe rappresentare il rilancio della sanità territoriale, non diventare simbolo di precarietà organizzativa.”
Il ritrovamento di un grosso topo nel seminterrato

A rendere ancora più grave il quadro, nella giornata odierna sarebbe stato rinvenuto un grosso topo di fogna all’interno del seminterrato della struttura.
Un episodio che alimenta ulteriormente le preoccupazioni sulle condizioni igieniche complessive dell’edificio e che ha generato forte allarme tra i lavoratori presenti.
Le immagini raccolte mostrano una situazione che la UIL FP Pavia definisce “indegna per un ambiente sanitario”.
“Da un dirigente esperto ci saremmo aspettati altro”
Nel mirino della UIL FP Pavia finisce anche la gestione organizzativa della situazione.
Il sindacato richiama infatti le responsabilità del servizio competente, il cui responsabile risulta essere il Dott Giancarlo Iannello.
“Da un dirigente esperto come il dottor Giancarlo Iannello,” prosegue Andrea Galeppi,
“non ci saremmo aspettati una situazione protratta così a lungo senza risposte concrete e senza un livello adeguato di comunicazione verso lavoratori e rappresentanti della sicurezza.”
Le richieste della UIL FP Pavia
La UIL FP Pavia chiede ora con urgenza:
- chiarimenti ufficiali da parte dell’ASST;
- documentazione relativa ai lavori e alle operazioni di bonifica;
- verifica immediata del rispetto dei protocolli di sicurezza;
- coinvolgimento degli RLS;
- interventi urgenti di sanificazione e derattizzazione;
- garanzie sull’agibilità dei locali;
- e indicazioni certe sulla conclusione dei lavori.
“La salute e la sicurezza devono venire prima di tutto,” conclude Andrea Galeppi.
“Non è più accettabile che operatori sanitari e cittadini continuino a convivere per anni con criticità strutturali, disagi e potenziali rischi per la salute all’interno di una struttura pubblica sanitaria.”
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