POLIZIA LOCALE: PIÙ RESPONSABILITÀ, PIÙ RISCHI… MA LE RISORSE DOVE SONO?
La riforma della Polizia Locale approvata in prima lettura alla Camera viene presentata dal Governo come una svolta storica per la sicurezza urbana.
Bodycam, accesso alle banche dati, maggior integrazione con le forze statali, nuove dotazioni operative e rafforzamento del controllo del territorio.
Ma chi lavora ogni giorno sulle strade sa bene una cosa:
molte di queste attività la Polizia Locale le svolge già da anni.
Interventi serali e notturni, gestione di situazioni critiche, TSO, aggressioni, supporto agli sgomberi, presidio delle aree sensibili, contrasto allo spaccio, attività di polizia giudiziaria e controllo del territorio fanno ormai parte della quotidianità di migliaia di operatori in tutta Italia.
Il vero problema allora non è “fare di più”.
Il problema è:
con quali risorse, con quali tutele e con quale riconoscimento economico?
Anche la UIL FPL ha evidenziato come la storica Legge 65 del 1986 sia ormai superata rispetto alle funzioni realmente svolte dalla categoria. Tuttavia il sindacato ha definito il testo approvato alla Camera ancora “timido e insufficiente”, annunciando battaglia al Senato per ottenere modifiche concrete.
Tra le principali richieste avanzate dalla UIL FPL:
- riconoscimento del lavoro usurante e gravoso;
- maggiori risorse economiche strutturali;
- accesso pieno al CED/SDI e alle banche dati;
- uniformità nazionale di divise e gradi;
- regolamentazione nazionale del porto d’armi;
- tutela dell’autonomia e della funzione dei Comandanti.
Particolarmente forte la critica sulle risorse economiche:
i 20 milioni previsti vengono considerati insufficienti rispetto ai compiti che si vorrebbero attribuire alla Polizia Locale.
E la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Molti Comandi lavorano già oggi:
- con organici ridotti
- con età media elevata,
- con mezzi insufficienti,
- con difficoltà nel garantire servizi serali e continuità operativa,
- con carichi di lavoro sempre più pesanti.
Eppure agli operatori si continua a chiedere:
- più sicurezza urbana,
- più presenza sul territorio,
- più interventi operativi,
- più responsabilità,
- maggiore esposizione ai rischi.
La sicurezza però non si costruisce con gli slogan o con le conferenze stampa.
Se davvero si vuole rafforzare la Polizia Locale servono:
- assunzioni vere,
- fondi strutturali,
- formazione continua,
- tutela legale,
- mezzi adeguati,
- valorizzazione economica e previdenziale della categoria.
Altrimenti il rischio è evidente:
trasformare la Polizia Locale in una forza sempre più esposta e responsabilizzata… lasciando però i Comuni senza risorse sufficienti e i lavoratori senza reali riconoscimenti.
La Polizia Locale non ha bisogno di operazioni d’immagine.
Ha bisogno di rispetto, tutele e investimenti concreti.
Perché chi garantisce sicurezza ogni giorno merita molto più di semplici annunci politici.