SANITÀ PAVESE, LISTE D’ATTESA E CARENZA DI PERSONALE: IL SISTEMA NON PUÒ CONTINUARE A REGGERSI SUL SACRIFICIO DEI LAVORATORI

SANITÀ PAVESE, LISTE D’ATTESA E CARENZA DI PERSONALE: IL SISTEMA NON PUÒ CONTINUARE A REGGERSI SUL SACRIFICIO DEI LAVORATORI

SANITÀ PAVESE, LISTE D’ATTESA E CARENZA DI PERSONALE: IL SISTEMA NON PUÒ CONTINUARE A REGGERSI SUL SACRIFICIO DEI LAVORATORI

L’ultima ricognizione regionale sulle liste d’attesa fotografa una situazione che non può più essere sottovalutata.
Secondo quanto riportato da La Provincia Pavese, in Lombardia risultano ancora migliaia di ricoveri arretrati riferiti agli anni 2022-2023 e, solo al Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, sarebbero ancora circa 1.800 i pazienti in attesa.

Numeri che raccontano una difficoltà strutturale che cittadini e lavoratori vivono ormai quotidianamente.

Dietro ai dati, infatti, ci sono:

  • reparti sotto pressione
  • personale insufficiente,
  • turni sempre più pesanti,
  • professionisti costretti a lavorare in condizioni organizzative complesse,
  • utenti che attendono mesi per prestazioni, interventi e ricoveri.

Come UIL FP Pavia riteniamo che il tema non possa essere affrontato solo come una questione numerica o emergenziale.
Il vero nodo riguarda la tenuta complessiva del sistema sanitario pubblico e la capacità di renderlo realmente attrattivo per chi vi lavora.

Negli ultimi anni gli operatori sanitari hanno garantito continuità assistenziale ben oltre ogni limite, spesso sopperendo con sacrifici personali alle carenze strutturali presenti nelle aziende sanitarie.

Ma un sistema non può reggersi all’infinito:

  • sulla buona volontà del personale
  • sugli straordinari continui,
  • sulle difficoltà organizzative quotidiane,
  • e sulla cronica carenza di professionisti sanitari.

Occorre aprire una riflessione seria e concreta su:

  • assunzioni,
  • valorizzazione economica e professionale,
  • organizzazione dei servizi,
  • condizioni di lavoro,
  • sicurezza degli operatori,
  • attrattività della sanità pubblica.

La riduzione delle liste d’attesa passa inevitabilmente anche dal rafforzamento del personale e da investimenti strutturali sul lavoro pubblico sanitario.

Perché senza lavoratori sufficienti, motivati e valorizzati, nessuna riforma potrà davvero garantire risposte efficaci ai cittadini.

Come UIL FP Pavia continueremo a portare avanti il confronto sui territori affinché il diritto alla salute non venga progressivamente scaricato sulle spalle di chi ogni giorno tiene in piedi ospedali e servizi sanitari.

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